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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 27/07/2016

All'indirizzo http://novita-dal-governo.diritto.it/docs/5091038-il-processo-amministrativo-telematico-rinviato-al-1-gennaio-2017?source=1&tipo=news

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Il Processo Amministrativo Telematico rinviato al 1° gennaio 2017

Il Processo Amministrativo Telematico rinviato al 1° gennaio 2017

Pubblicato in Prassi amministrativa il 27/07/2016

Il Processo Amministrativo Telematico rinviato al 1° gennaio 2017 La Camera de Deputati ha approvato il Decreto Legge n. 117 del 30 giugno, approvato dal Consiglio dei Ministri su proposta del Presidente Matteo Renzi e pubblicato  in Gazzetta Ufficiale
Le regole tecnico-operative per l’attuazione del Processo erano state approvate con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 40 del 16 febbraio 2016.
Il Processo Amministrativo Telematico entrerà quindi in vigore il gennaio 2017 e non, come precedentemente annunciato, il 1° luglio 2016.
I sì sono stati 267, gli astenuti 160 (M5s, Fi, Lega, Si, Ala, Cor), un solo no.Il decreto passa ora al Senato.
Il decreto fa slittare al prossimo 1 gennaio 2017 l'entrata in vigore della digitalizzazione del processo amministrativo e, grazie ad un emendamento in Commissione, è stata introdotta la possibilit à per il ministero della Giustizia di assumere nel triennio 1.000 persone in ruoli tecnico-amministrativo per consentire la realizzazione del processo telematico.
Le assunzioni avverranno "mediante lo scorrimento di graduatorie in corso di validità" e mediante concorso.
Leggi qui le regole tecnico-operative del Processo Amministrativo Telematico.
 
Lo slittamento del Processo Amministrativo Telematico

L’entrata in vigore del Processo Amministrativo Telematico è rinviata dunque di sei mesi. La decisione è stata dettata dalla necessità di adeguare e modificare alcune norme del Codice del
Processo Amministrativo onde evitare ogni tipo di disservizio. Come si legge sul comunicato stampa del Consiglio dei Ministri del 30 giugno, il decreto si rende necessario per garantire la continuità del processo amministrativo, "in particolare in materia di autentica di attestazione di conformità all’originale cartaceo delle copie informatiche depositate telematicamente". La grande novità del PAT, prosegue il comunicato stampa, "rende inoltre opportuno un prolungamento del periodo di sperimentazione, che consenta di meglio testarne le criticità, assicurandone un avvio ordinato e funzionale".
Il D.L. n. 117 del 30 giugno consta di tre articoli. In particolare il comma 1 dell’art. 1 stabilisce che "la decorrenza dell’obbligo della sottoscrizione con firma digitale di tutti gli atti e provvedimenti del giudice, dei suoi ausiliari, del personale degli uffici giudiziari e delle parti" slitta dal 1° luglio 2016 al 1° gennaio 2017. Il comma 2 prevede

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prevede invece che il periodo di sperimentazione del sistema si svolga fino alla data del 31 dicembre 2016. L’articolo 2 del decreto fissa dunque l’avvio del Processo Amministrativo Telematico al 1° gennaio 2017.
 
Le novità del Processo Amministrativo Telematico

Il PAT consentirà di trattare in via automatizzata attività, dati, servizi, comunicazioni e procedure relative allo svolgimento dell'attività processuale. In particolare, attraverso il sistema informativo della giustizia amministrativa (SIGA), il PAT gestirà con modalità informatiche la formazione del fascicolo, la tenuta dei registri, il deposito e la conservazione di copie degli atti del fascicolo, la pubblicazione dei provvedimenti giurisdizionali e tutte le comunicazioni di segreteria inerenti al processo amministrativo. Il fascicolo processuale sarà tenuto sotto forma di fascicolo informatico, e i provvedimenti del giudice saranno redatti sotto forma di documento informatico e sottoscritti con firma digitale. I provvedimenti collegiali saranno redatti dall'estensore e trasmessi telematicamente al presidente del collegio, che a sua volta li sottoscriverà e trasmetterà telematicamente alla Segreteria per il deposito.
L'accesso ai fascicoli informatici dei procedimenti come risultanti dal SIGA è consentito al Presidente o al magistrato delegato per i provvedimenti monocratici e a ciascun componente il collegio giudicante. Gli esperti e gli ausiliari del giudice possono accedere ai servizi di consultazione nel limite dell'incarico ricevuto e dell'autorizzazione concessa dal giudice.

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